Scavare nell’assenza

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13 maggio 2026

È una pagina del vangelo che ci riguarda da vicino. La partenza, la separazione connotano il vivere umano. Nell’arco della nostra esistenza dobbiamo fare i conti con il distacco da persone amate, perché muoiono o se ne vanno via. Conosciamo altre “perdite” legate a scelte che compiamo, e con il tempo arriviamo a comprendere come alcuni distacchi siano in realtà vitali per creare nuovi rapporti di comunione.

I chiaroscuri della fede

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12 maggio 2026

Il vangelo oggi ci parla di fede e di incredulità: i tanti segni di Gesù non sono sufficienti per arrivare a credere, e chi anche arriva a credere non lo manifesta apertamente per paura di essere giudicato e isolato. La nostra fede porta con sé anche una parte di non fede e di incredulità, dubbi, tentennamenti, paure che ci fanno vacillare. La fede attraversa chiaroscuri.

Porta, pastore o agnello?

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9 maggio 2026

Gesù Pastore. Ecco un’immagine che può ingannare l’uomo contemporaneo; non certo i pastori sardi, delle Alpi o delle terre africane o asiatiche, ma l’uomo della cosiddetta postmodernità, cittadino che ha spesso un’idea sbagliata della vita pastorale (non di quella parrocchiale, ma di quella contadina), in parte sotto l’influsso di un’arte dolciastra che voleva un Cristo con occhi blu e capelli biondi e lunghi, portando sulle spalle una pecora di un bianco immacolato.

Chi è il vero cieco?

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7 maggio 2026

Il brano del Vangelo di oggi racconta la breve sospensione dall’insegnamento che Gesù offre pubblicamente al tempio di Gerusalemme per la Festa delle Capanne. È questo il momento opportuno, sembra suggerire il testo, per gettare nuova luce sul senso delle celebrazioni liturgiche perché Gesù opera una guarigione in giorno di sabato prolungando con un gesto di cura l’opera creazionale di Dio.

Luce nel buio

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5 maggio 2026

L’annuncio “Io sono la luce del mondo” (v. 12) non è una metafora poetica, ma una rivelazione su luce e buio, origine e destino, sul Nome di Dio che sostiene ogni esistenza. Gesù la pronuncia nel tempio, in mezzo ad ascolto e contestazione. Non dice di portare la luce né di insegnarla, ma di essere la luce stessa: “Chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (v. 12). Si annuncia come una presenza da seguire che orienta la vita.

Le opere rendono testimonianza

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11 maggio 2026

È noto che in Giovanni, a differenza degli altri evangeli, ci sono diversi viaggi di Gesù a Gerusalemme che l’autore fa coincidere con altrettante feste ebraiche. Tuttavia al di là della storicità dei fatti, che per gli evangelisti ha un peso diverso rispetto alla nostra sensibilità, l’architettura giovannea fa corrispondere la rivelazione di Gesù con il senso spirituale di ciascuna di queste feste ebraiche e soprattutto con le discussioni interne ed esterne alla comunità cristiana del tempo che li ha generati. 

Con gli occhi della fede

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8 maggio 2026

Il cieco è guarito senza aver chiesto nulla: è Gesù che lo vede passando e prende l’iniziativa. Questo porta il cieco alla consapevolezza di avere davanti un profeta. Tutto ciò delinea l'esperienza cristiana non come il luogo del primato del valore, né dell'idea, ma della grazia, dell'esperienza di Dio.

La verità che fa liberi

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6 maggio 2026

In questa discussione con alcuni giudei Gesù ci rivela che la vocazione di ogni essere umano è sempre la chiamata alla libertà, quella libertà vera che nasce dalla piena accettazione della propria verità illuminata dalla sua Parola, che è sempre annuncio della misericordia di Dio.

Una misericordia che va oltre la giustizia

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4 maggio 2026

La fila dei benpensanti giusti e irreprensibili ai loro stessi occhi non finisce mai, difficile è vederne la fine anche perché sempre altri adepti e adepte si aggiungono ogni giorno.
Tra loro gli “ultra-religiosi”, che ritengono di conoscere più di Dio stesso il suo pensiero, ne costituiscono la parte maggiore.
Gesù si ferma, si china, sta in silenzio, scrive con il dito sulla terra.