2 gennaio 2026
Rispondendo a chi vuole metterlo alla prova sul tema del ripudio, Gesù rimanda all’origine del disegno di amore di Dio: Dio ha creato l’uomo e la donna perché fossero una carne sola.
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1 gennaio 2026
Con poche parole l’evangelista Luca ricorda la circoncisione di Gesù al compimento degli otto giorni prescritti dalla Legge e l’imposizione del nome; due gesti che marcano la sua appartenenza al popolo dell’alleanza e l’inserimento nel contesto delle relazioni sociali.
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31 dicembre 2025
Oggi questo testo sembra più uno scioglilingua che una buona notizia, un lungo elenco di nomi, tranne qualcuno qua e là, pressoché sconosciuti. Il ritornello che ricorre sempre è “figlio di” per ben 77 volte.
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30 dicembre 2025
Luca nel suo vangelo narra molto più degli altri sinottici storie di donne. Qualcuno ha notato che è caro a Luca presentare figure parallele di uomini e donne. Per esempio accanto al pastore che perde una pecora (15,4), c’è una donna che perde una dracma (15,8). Anche nell’episodio della presentazione al tempio di Gesù, accanto alla figura dell’anziano Simeone, ecco che troviamo l’anziana profetessa Anna.
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29 dicembre 2025
Luca fa precedere il racconto del ministero di Gesù da due capitoli che narrano la sua nascita e infanzia, fornendo già un’interpretazione teologica della sua venuta nel mondo e della sua missione. Gioia, esultanza, consolazione, salvezza e redenzione sono i termini che percorrono questi capitoli, proiettando la luce dell’annuncio pasquale già nella venuta nel mondo di Gesù, il Salvatore. Questi capitoli sono stati visti come un ponte tra l’Antico Testamento e il ministero di Gesù, mostrando come tutta l’attesa di Israele trova un compimento nella nascita di Gesù e svelando anche le dimensioni di questa attesa: la salvezza di Dio riguarda tutte le genti, la messianicità di Gesù ha una portata universale.
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27 dicembre 2025
Il Vangelo odierno è l’ultima pagina del testo giovanneo che si conclude accostando gli apostoli Pietro e Giovanni per riconoscere a entrambi un ruolo d’autorità all’interno della comunità dei seguaci di Gesù.
L’episodio avviene là dove aveva avuto origine la prima narrazione dell’eucaristia con il segno della moltiplicazione dei pani sul lago di Tiberiade. Allora, in una sequenza cadenzata da gesti silenziosi i discepoli erano stati testimoni della potenza di vita racchiusa nella Parola di Gesù.
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26 dicembre 2025
Perché associare la memoria di una morte a quella di una nascita? Perché ricordare Stefano, primo martire cristiano, il giorno dopo la celebrazione della Natività del Signore nostro Gesù Cristo?
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24 dicembre 2025
Il Benedictus è il canto di Zaccaria, che ritrova la voce della fede dopo il lungo silenzio dell’incredulità. Pieno di Spirito Santo (cf. v. 67), egli trasforma la propria esperienza in poesia, narrando con gratitudine la storia della salvezza. Zaccaria è immagine di ogni credente che, dopo il dubbio, toccato dalla grazia, riprende la parola per lodare: la fede, quando rinasce, si fa canto di riconoscenza e testimonianza.
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23 dicembre 2025
Giovanni il Battista, cammina davanti a Gesù, per nascita, per vita, per morte. Dalla danza nel grembo di sua madre Elisabetta all’arrivo di Maria che porta nel grembo Gesù, fino all’incontro al Giordano, le strade di Giovanni e Gesù si susseguono e si intrecciano in un reciproco riconoscimento l’uno dell’altro. Non a caso la liturgia pone questo vangelo che ne narra la nascita appena prima della festa del giorno Natale di Gesù.
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22 dicembre 2025
“Allora Maria disse”: così si apre il nostro testo, con evidente aggancio a ciò che precede. L’incontro con Elisabetta, con tutto ciò che ha significato per le due donne, libera la parola di Maria, fa cantare il suo silenzio. Il Magnificat diventa così una “meditazione lirica sul significato dell’evento dell’annunciazione” (J. Dupont) e un canto sgorgato dall’incontro della visitazione.
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20 dicembre 2025
Immersi nella novena del Natale la liturgia ci invita a ripercorrere la vicenda terrena di Gesù, il suo farsi uomo tra gli uomini. Dopo l’annuncio a Giuseppe, oggi il brano del Vangelo ci ricorda l’annuncio a Zaccaria, colui che sarà il padre di Giovanni il battista.
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19 dicembre 2025
Immersi nella novena del Natale la liturgia ci invita a ripercorrere la vicenda terrena di Gesù, il suo farsi uomo tra gli uomini. Dopo l’annuncio a Giuseppe, oggi il brano del Vangelo ci ricorda l’annuncio a Zaccaria, colui che sarà il padre di Giovanni il battista.
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18 dicembre 2025
Nei giorni delle Ferie Maggiori del tempo di Avvento, iniziate ieri, le letture che ascoltiamo ci preparano all’evento dell’incarnazione. Oggi come ieri il vangelo è tratto dall’inizio del racconto di Matteo. L’evangelista desidera chiarire l’origine di Gesù, la sua “genesi”e presenta la concatenazione di eventi che l’hanno resa possibile, attraverso la lista dei “padri” che hanno preceduto “Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale fu generato Gesù chiamato Cristo” (v.16) e poi, nel testo odierno, vuole spiegare come “fu generato” Gesù Cristo (v.17).
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17 dicembre 2025
All’inizio delle cossidette Ferie maggiori di Avvento, la genealogia che apre il Vangelo secondo Matteo può aiutarci ad abbracciare in un unico sguardo l’intera storia d’Israele, come storia di profezia e di attesa, che nella “catena delle generazioni” e nella trasmissione delle promesse, arriva a “generare” il Messia-Gesù. Tutte le Scritture e la storia d’Israele in questa nascita trovano un compimento.
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