In questa rubrica giornaliera vi proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno preparata da un fratello o una sorella di Bose. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la lectio divina fatta nella solitudine della cella monastica. Per tutti il fine è quello indicato da Ignazio d’Antiochia, “rifugiarmi nel Vangelo come nella carne di Gesù” (Lettera ai Filadelfiesi).

Le pericopi del vangelo seguono il lezionario proprio del nostro monastero.

Ciascuno e tutti

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13 febbraio 2026

Gesù è sempre in cammino, ora in territorio pagano. "Vi era di nuovo molta folla": la sua persona affascina, è autorevole. 
Il brano che ci è proposto oggi è composto di due parti ben distinte, ma forse non così slegate. Al cuore della prima parte c'è un uomo sordomuto, o meglio un uomo "sordo e malparlante". Non è lui a recarsi da Gesù, quasi che questa sua mancanza comunicativa lo privi di qualsiasi espressione. Sono altri a condurlo, non sappiamo chi.

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Le briciole dei figli

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12 febbraio 2026

Il Vangelo odierno ci presenta l’incontro di Gesù con una donna. La scena si svolge nella regione di Tiro, al di fuori del territorio d’Israele. Marco annota che Gesù trova riparo presso una casa e chiede che nessuno venga a saperlo, per vivere una pausa di riposo dal suo ministero itinerante di annuncio del Regno.

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Custodire il proprio cuore

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11 febbraio 2026

Gesù richiama la folla attorno a sé e chiede di essere ascoltato da tutti e di ascoltare bene. Quello che sta per dire è qualcosa di importante, qualcosa di nuovo, che smentisce quello che solitamente si pensava, per questo bisogna ascoltare bene e con la disponibilità a cambiare pensiero e a convertire il proprio cuore. 

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La libertà di amare

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10 febbraio 2026

Di Marta e Maria (e del loro fratello Lazzaro) non sappiamo molto, se non che sono stati dei discepoli anomali, diversi dagli altri. Non fanno parte dei Dodici, e non sono neanche tra quegli “uomini e alcune donne” che accompagnavano Gesù nel suo andare qua e là per la Palestina (Lc 8,1-3). Probabilmente abitavano a Betania, e nella loro casa Gesù era solito riparare con i suoi discepoli quando si trovava in Giudea. Nient'altro. A quanto pare dopo la resurrezione non hanno avuto nessun ruolo nella chiesa nascente. Una vicenda anomala e quasi anonima

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Subito

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9 febbraio 2026

“Euthús”: subito, immediatamente, senza indugio, senza esitazione, prontamente, all’istante, sollecitamente, tempestivamente, di colpo, velocemente, in brevissimo tempo, rapidamente, prestissimo, in fretta, senza ritardo, improvvisamente, in un attimo, in un baleno, né prima né dopo, ora, adesso, “mo” direbbe Dante e buona parte degli abitanti del centro-sud Italia.

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La morte non eroica di un grande uomo

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6 febbraio 2026

Giovanni Battista, “il più grande tra i nati da donna”, il profeta che unisce l’antica alla nuova alleanza, viene imprigionato e ucciso da Erode a causa della sua parola profetica. Tuttavia la sua morte non è una morte eroica: egli viene ucciso per il capriccio di una ragazza e per la debolezza di un re. Ancora oggi quanti uomini e donne vanno incontro alla morte per il “capriccio dei potenti”! Essere testimoni del Signore Gesù significa non chiudere gli occhi di fronte all’ingiustizia.

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“Andate, rimanete”

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5 febbraio 2026

Gesù “chiama a sé i Dodici”. È un gesto forte questo di chiamare a sé, di radunare per accordare gli sguardi, e i cuori. Li chiama a sé non per tenerli legati a sé. Li chiama perché, a partire dalla relazione con lui, loro possano essere inviati, possano portare l'annuncio della buona notizia: la presenza del Signore nel bel mezzo dei giorni. Andando e rimanendo.

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Trasfusione di vita

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3 febbraio 2026

Due racconti si intrecciano in questa pagina del Vangelo di Marco. Due racconti in cui i protagonisti sono dei corpinei quali la vita lotta contro la morte. Due racconti in cui dei corpi già abitati, in vita, dalla morte, sentono il flusso della vita defluire da loro e la morte rendere impotente ogni loro battaglia per la vita.

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L’incontro con il Dio-con-noi

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2 febbraio 2026

Un uomo e una giovane donna, sceltisi e insieme pre-scelti sempre per amore, a poco a poco lo scopriranno durante i loro giorni, sono in cammino verso Gerusalemme, in braccio un bambino, il loro primogenito.
Passi verso il tempio, due colombe per presentarlo come prescritto dalla legge del Signore per i più poveri, un sigillo prescritto per ogni maschio a riscatto di un antico privilegio e salvezza accordata a tutti i maschi dei figli del popolo di Israele durante la schiavitù di Egitto, la notte dell’uscita verso la libertà.

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“Non avete ancora fede?”

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31 gennaio 2026

Gesù ha appena concluso una serie di parabole rivolte alle folle e soprattutto ai suoi discepoli, a noi. In queste parabole aveva sottolineato con forza l’esigenza di accogliere la sua parola, di aderire e credere  alla sua parola; non tanto di capire, ma di accogliere la sua parola, aderire, credere alla sua parola che dà senso e direzione alla nostra vita. Di fronte all’annuncio del Regno non si tratta tanto di capire ma di accogliere.

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Parabole di fiducia e speranza

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30 gennaio 2026

Siamo alla fine del capitolo in cui l’evangelista Marco ci presenta Gesù  che come un seminatore getta il seme della sua parola per far luce sul “mistero del Regno di Dio”. Regno che è lui stesso, la sua persona, la sua storia. Gesù è la Parola che pone la sua tenda in mezzo a noi (cf. Gv 1.14). Gesù è il Dio che attraverso l’incarnazione si immerge nella “terra” che è l’uomo, la creatura che lui stesso ha formato sporcandosi le mani con le nuda terra, plasmandola a sua immagine e somiglianza dandole vita con un soffio proveniente dal profondo del suo cuore.

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Tre inviti

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29 gennaio 2026

Il vangelo di oggi contiene tre inviti. Il primo è un invito alla trasparenza, alla limpidezza, alla luminosità. È appello a vivere nella luce e non nelle tenebre, al chiaro e vero e non nello scuro e ambiguo. “Viene forse la lampada” sembra più una personificazione, ma come può una lampada venire a noi? E allora la lampada è il Signore, che con la sua presenza e la sua parola porta luce, forza per uscire dal male che ci abita per vivere nella libertà.

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Il lavoro dell’ascolto

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28 gennaio 2026

Nell’odierna pagina evangelica Gesù delinea il processo della Parola che, seminata in abbondanza, può non venire accolta da quegli ascoltatori da lui identificati nel terreno calpestato, sassoso, spinoso. La parabola dice che l’ascolto è un lavoro, un’ascesi e consiste anzitutto nel movimento della interiorizzazione

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