12 febbraio 2026
Il Vangelo odierno ci presenta l’incontro di Gesù con una donna. La scena si svolge nella regione di Tiro, al di fuori del territorio d’Israele. Marco annota che Gesù trova riparo presso una casa e chiede che nessuno venga a saperlo, per vivere una pausa di riposo dal suo ministero itinerante di annuncio del Regno.
Continua la lettura
11 febbraio 2026
Gesù richiama la folla attorno a sé e chiede di essere ascoltato da tutti e di ascoltare bene. Quello che sta per dire è qualcosa di importante, qualcosa di nuovo, che smentisce quello che solitamente si pensava, per questo bisogna ascoltare bene e con la disponibilità a cambiare pensiero e a convertire il proprio cuore.
Continua la lettura
10 febbraio 2026
Di Marta e Maria (e del loro fratello Lazzaro) non sappiamo molto, se non che sono stati dei discepoli anomali, diversi dagli altri. Non fanno parte dei Dodici, e non sono neanche tra quegli “uomini e alcune donne” che accompagnavano Gesù nel suo andare qua e là per la Palestina (Lc 8,1-3). Probabilmente abitavano a Betania, e nella loro casa Gesù era solito riparare con i suoi discepoli quando si trovava in Giudea. Nient'altro. A quanto pare dopo la resurrezione non hanno avuto nessun ruolo nella chiesa nascente. Una vicenda anomala e quasi anonima.
Continua la lettura
9 febbraio 2026
“Euthús”: subito, immediatamente, senza indugio, senza esitazione, prontamente, all’istante, sollecitamente, tempestivamente, di colpo, velocemente, in brevissimo tempo, rapidamente, prestissimo, in fretta, senza ritardo, improvvisamente, in un attimo, in un baleno, né prima né dopo, ora, adesso, “mo” direbbe Dante e buona parte degli abitanti del centro-sud Italia.
Continua la lettura
7 febbraio 2026
Il brano del Vangelo di oggi narra in modo semplice e lineare come i discepoli scoprano pienamente la loro identità di apostoli unendosi alle folle al seguito di Gesù e infine diventino tutti gregge di un unico pastore.
Continua la lettura
6 febbraio 2026
Giovanni Battista, “il più grande tra i nati da donna”, il profeta che unisce l’antica alla nuova alleanza, viene imprigionato e ucciso da Erode a causa della sua parola profetica. Tuttavia la sua morte non è una morte eroica: egli viene ucciso per il capriccio di una ragazza e per la debolezza di un re. Ancora oggi quanti uomini e donne vanno incontro alla morte per il “capriccio dei potenti”! Essere testimoni del Signore Gesù significa non chiudere gli occhi di fronte all’ingiustizia.
Continua la lettura
5 febbraio 2026
Gesù “chiama a sé i Dodici”. È un gesto forte questo di chiamare a sé, di radunare per accordare gli sguardi, e i cuori. Li chiama a sé non per tenerli legati a sé. Li chiama perché, a partire dalla relazione con lui, loro possano essere inviati, possano portare l'annuncio della buona notizia: la presenza del Signore nel bel mezzo dei giorni. Andando e rimanendo.
Continua la lettura
4 febbraio 2026
Gesù va “nella sua patria” e “tra i suoi” insieme ai discepoli. Ci va, come dappertutto, per annunciare l’Evangelo. Ma proprio lì trova una sordità speciale, che quasi ammutolisce la sua parola e che subito diventa rifiuto della sua persona.
Continua la lettura
3 febbraio 2026
Due racconti si intrecciano in questa pagina del Vangelo di Marco. Due racconti in cui i protagonisti sono dei corpinei quali la vita lotta contro la morte. Due racconti in cui dei corpi già abitati, in vita, dalla morte, sentono il flusso della vita defluire da loro e la morte rendere impotente ogni loro battaglia per la vita.
Continua la lettura
2 febbraio 2026
Un uomo e una giovane donna, sceltisi e insieme pre-scelti sempre per amore, a poco a poco lo scopriranno durante i loro giorni, sono in cammino verso Gerusalemme, in braccio un bambino, il loro primogenito.
Passi verso il tempio, due colombe per presentarlo come prescritto dalla legge del Signore per i più poveri, un sigillo prescritto per ogni maschio a riscatto di un antico privilegio e salvezza accordata a tutti i maschi dei figli del popolo di Israele durante la schiavitù di Egitto, la notte dell’uscita verso la libertà.
Continua la lettura
31 gennaio 2026
Gesù ha appena concluso una serie di parabole rivolte alle folle e soprattutto ai suoi discepoli, a noi. In queste parabole aveva sottolineato con forza l’esigenza di accogliere la sua parola, di aderire e credere alla sua parola; non tanto di capire, ma di accogliere la sua parola, aderire, credere alla sua parola che dà senso e direzione alla nostra vita. Di fronte all’annuncio del Regno non si tratta tanto di capire ma di accogliere.
Continua la lettura
30 gennaio 2026
Siamo alla fine del capitolo in cui l’evangelista Marco ci presenta Gesù che come un seminatore getta il seme della sua parola per far luce sul “mistero del Regno di Dio”. Regno che è lui stesso, la sua persona, la sua storia. Gesù è la Parola che pone la sua tenda in mezzo a noi (cf. Gv 1.14). Gesù è il Dio che attraverso l’incarnazione si immerge nella “terra” che è l’uomo, la creatura che lui stesso ha formato sporcandosi le mani con le nuda terra, plasmandola a sua immagine e somiglianza dandole vita con un soffio proveniente dal profondo del suo cuore.
Continua la lettura
29 gennaio 2026
Il vangelo di oggi contiene tre inviti. Il primo è un invito alla trasparenza, alla limpidezza, alla luminosità. È appello a vivere nella luce e non nelle tenebre, al chiaro e vero e non nello scuro e ambiguo. “Viene forse la lampada” sembra più una personificazione, ma come può una lampada venire a noi? E allora la lampada è il Signore, che con la sua presenza e la sua parola porta luce, forza per uscire dal male che ci abita per vivere nella libertà.
Continua la lettura
28 gennaio 2026
Nell’odierna pagina evangelica Gesù delinea il processo della Parola che, seminata in abbondanza, può non venire accolta da quegli ascoltatori da lui identificati nel terreno calpestato, sassoso, spinoso. La parabola dice che l’ascolto è un lavoro, un’ascesi e consiste anzitutto nel movimento della interiorizzazione.
Continua la lettura