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Archivio settimane bibliche

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Settimane bibliche 2017

Annunciazioni

dall'8 al 10 dicembre 2017

a cura di Daniel Attinger, monaco di Bose

Alcuni giorni per sostare sulla parola e gustare il silenzio

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La vita interiore oggi: settimana biblica di Enzo Bianchi e Goffredo Boselli

Settimane bibliche e di spiritualità

I temi maggiori della vita interiore al giorno d’oggi sono stati al centro degli incontri tenuti a Bose, da lunedì 14 a sabato 19 agosto, dal fondatore fr. Enzo Bianchi e da fr. Goffredo Boselli. La riflessione proposta dai due monaci alla novantina di ospiti presenti, provenienti da varie parti d’Italia, è nata dalla constatazione che oggi la vita interiore crea difficoltà e non appare come una delle urgenze della vita cristiana. Vivere la vita spirituale cristiana chiede anzitutto di riscoprire gli elementi essenziali e comuni a ogni vita interiore, nella consapevolezza che non può esserci vita spirituale là dove non c’è vita interiore.

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Spirito Santo e discernimento: settimana biblica di Enzo Bianchi

Settimane bibliche e di spiritualità

Fr. Enzo ha sottolineato fin dall’inizio del corso l’importanza di questo tema non solo per la comprensione e l’interpretazione delle Scritture, ma anche e soprattutto per la sua centralità e attualità nella vita della chiesa; la riflessione sul tema dello Spirito Santo infatti conduce a interrogarsi sul delicato e fondamentale equilibrio nella chiesa tra carisma e istituzione.

 

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Rosanna Virgili - Maternità e paternità nella Bibbia

Settimane bibliche e di spiritualità

A partire dall’attualità, per inoltrarsi poi nelle pagine del canone biblico, Rosanna Virgili, biblista presso l’Istituto Teologico Marchigiano, ha affrontato, nel corso biblico tenutosi a Bose nella settimana dal 31 luglio al 5 agosto, il tema della maternità e della paternità nella Bibbia.

 

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Massimo Grilli - Il vangelo di Matteo

Settimane bibliche e di spiritualità

Sabato 22 luglio si è concluso il corso di spiritualità dedicato alla meditazione del vangelo secondo Matteo, accompagnato dal professor Massimo Grilli, presbitero della diocesi di Palestrina e docente di Nuovo Testamento alla Pontificia Università Gregoriana.

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Settimane bibliche 2016

Gesù, il volto della misericordia del Padre

16 05 18 el greco trinita pradoa cura di Ludwig Monti
dall'11 al 16 luglio 2016

Gesù è venuto a rivelare pienamente e definitivamente Dio e la sua misericordia, attraverso la sua vita umana fatta di azioni e di parole. Per comprendere la misericordia di Dio in verità, cioè secondo Gesù, non possiamo che riandare alle sue parole e ai suoi gesti, sgomberando il campo dalle nostre idee preconcette su Dio. Tutto ciò che Gesù ha detto e fatto per “raccontare Dio” (cf. Gv 1,18), siamo anche noi tenuti a dirlo, a farlo e a crederlo; ma tutto ciò che non ha detto e non ha fatto, anche noi dobbiamo rimuoverlo dalle nostre concezioni su Dio e dal nostro comportamento quotidiano.

“Fare misericordia”, come Gesù ci ha insegnato, è sempre raggiungere l’altro nella sua sofferenza, non guardarlo dall’alto con sentimenti buoni o di pietà. Perché la misericordia accade come evento evangelico solo nel faccia a faccia, nella prossimità, cioè quando accettiamo di rendere l’altro prossimo facendoci vicino a lui. Si tratta di donare all’altro la propria presenza: in questo senso, nessuno di noi può dire di non poter fare misericordia. Ed è questa la via per mettere in pratica lo straordinario compito affidatoci da Gesù: “Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6,36).

“Io sono”. Il Messia nel vangelo secondo Giovanni

El Greco, Cristo Rea cura di Daniel Attinger
dal 4 al 9 luglio 2016

Le formule Io sono nel vangelo secondo Giovanni rivelano alcuni tratti dell’identità di Gesù e vanno comprese in tutta la loro forza. Gesù intende distinguersi dalle parziali o false offerte di luce, di pane, di vita, e insieme svelare all’uomo il senso profondo della sua propria ricerca della luce o del pane o dell’acqua o della vita. Queste parole risuonano come un appello per noi, che siamo chiamati a rispondervi con la nostra vita, facendo nostra l’affermazione di Paolo: “Non sono più io che vivo, ma Cristo che vive in me”.

TEMI DELLA SETTIMANA

1. “Io sono colui che sono” (Es 3,14)
2. “Io sono il Messia” (Gv 4,26)
3. “Io sono il pane di vita” (Gv 6,35)
4. “Io sono la luce del mondo” (Gv 8,12; 9,5)
5. “Io sono la porta” (Gv 10,7.9); “Io sono il buon pastore” (Gv 10,11.14)
6. Il processo intentato a Gesù. La venuta di Gesù come giudizio (Gv 7-12)
7. “Io sono la resurrezione e la vita” (Gv 11,25)
8. “Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 14,6)
9. “Io sono la vera vite” (Gv 15,1). Excursus conclusivo su “Io sono” in Giovanni

Beati i poveri. Il messaggio biblico della povertà

El greco, Visione Giovannia cura di Giancarlo Bruni
dal 27 giugno al 2 luglio 2016

L’uomo è costitutivamente povero perché riceve la vita da altri; noi siamo radicale dipendenza. Cosa si intende per povertà? È un bene da custodire o un male da eliminare? Possiamo dire una parola di Dio sulle tragiche situazioni umane? La povertà è una dimensione ricca di un ulteriore senso: è segno del passaggio di Dio nella storia e del suo progetto sulla storia. Cosa significa una chiesa povera, fatta di poveri e per i poveri?

TEMI DELLA SETTIMANA:

1. Le figure della povertà
2. Beati i poveri in spirito
3. Povertà e poveri nella Bibbia
4. La figura del povero nella Bibbia
5. La salmodia del povero
6. Gesù e la povertà (I)
7. Gesù e la povertà (II)
8. I poveri nelle prime comunità cristiane
9. Chiesa e povertà

Settimane bibliche 2015

La preghiera cristiana, una scuola di comunione

Paul Serusier, Una domenica a Breton, 1890.
Paul Serusier, Una domenica a Breton, 1890.

a cura dei fratelli e delle sorelle di Bose
dal 24 al 29 agosto

La preghiera cristiana, anche quando è personale, non è mai individuale, apre sempre a una comunione, è scuola di comunione: in essa si tratta di “lasciarsi disarmare” – come diceva il patriarca Athenagoras – di lasciarsi convertire dalle chiusure dei nostri egoismi al cuore dilatato “secondo la misura di Cristo”. La sfida è essenzialmente la stessa di quella dell’intera vita cristiana: lasciare agire lo Spirito in noi perché converta il nostro desiderio, per passare dalla pretesa di chiedere a Dio “Fa’ la mia volontà”, all’invocazione filiale “Sia fatta la tua volontà!”, che Gesù ha fatto propria in tutta la sua vita, fino alla morte, e non a caso egli ha posto al cuore e al centro della preghiera che ha insegnato ai suoi discepoli, il Padre nostro.

Programma della settimana

1. INTRODUZIONE GENERALE: Le caratteristiche della preghiera cristiana
2. PREGARE LA PAROLA: LA LECTIO DIVINA COME “MATRICE” E STRUTTURA FONDAMENTALE DELLA PREGHIERA CRISTIANA
3. I SALMI: LA PREGHIERA DEL POVERO
4. GESÙ MODELLO DI PREGHIERA NEI VANGELI
5. GESÙ MAESTRO DI PREGHIERA: IL “PADRE NOSTRO”
6. LE ESPRESSIONI DELLA PREGHIERA CRISTIANA (1): LA SUPPLICA, L’INVOCAZIONE DEL PERDONO, L’INTERCESSIONE
7. LE ESPRESSIONI DELLA PREGHIERA CRISTIANA (2): LA LODE E IL RINGRAZIAMENTO
8. PREGARE NELLA COMUNIONE DEL “CORPO DI CRISTO”: LA LITURGIA CRISTIANA E L’EUCARESTIA
9. CONCLUSIONE : “DIVENTARE PREGHIERA”, LA DIMENSIONE ESISTENZIALE DELLA PREGHIERA CRISTIANA

Le altre parabole di Gesù - Enzo Bianchi

Pieter Bruegel il vecchio, La parabola dei ciechi che guidano altri ciechi, olio si tela, Museo Nazionale di Capodimonte, Napolia cura di Enzo Bianchi
dal 10 al 15 agosto

Settimane bibliche e di spiritualità

Gesù osservava come iniziava il giorno; osservava ciò che accadeva in una casa, per strada e nelle piazze; si fermava a guardare i campi di grano e i prati con i loro fiori; si avvicinava agli alberi per scrutare le loro gemme, sempre più gonfie in primavera; sapeva prestare attenzione a come una donna fa il pane, a come un pastore guida il gregge e ne conta le pecore, a come i bambini giocano sulle strade, a come un contadino semina e miete… È impressionante questo sguardo umanissimo di Gesù sul quotidiano della vita degli uomini e delle donne. È proprio da queste “visioni pensate” che nascevano le sue parabole, storie semplici e quotidiane in cui troviamo la sua creatività, la sua narrazione più originale del Dio che nessuno ha mai visto né può vedere, ma che Gesù voleva spiegarci e raccontarci.

sintesi di Ludwig Monti

Le preghiere eucaristiche, fonte di vita spirituale

Messale miniato, Museo e Archivio Capitolare di Atri
Messale miniato, Museo e Archivio Capitolare di Atri
a cura di a cura di Enzo Bianchi e Goffredo Boselli, monaco di Bose
dal 3 all' 8 agosto 2015

Da lunedì 3 a sabato 8 agosto si terrà una settimana di riflessione su un elemento fondamentale della liturgia: la Preghiera eucaristica. Momento centrale e culminante dell’intera celebrazione, la Preghiera eucaristica è il modello della preghiera cristiana che è azione di grazie, benedizione, lode, memoriale, intercessione. Dopo una breve introduzione sull’origine, la struttura e la dinamica dell’anafora, Enzo Bianchi e Goffredo Boselli commenteranno ciascuna delle quattro principali Preghiere eucaristiche del Messale romano. Questi importanti testi della liturgia, che restano ancora oggi poco conosciuti, contengono una ricchezza biblica e una profondità teologica capace di nutrire la vita spirituale dei credenti.  

sintesi di Goffredo Boselli

I vizi capitali

a cura di Giovanni Cucci s.j., Pontificia Università Gregoriana
e Luciano Manicardi, monaco di Bose.
dal 27 luglio al 1 agosto

Il corso riprende la tradizione cristiana dei cosiddetti "vizi capitali" per operarne una rilettura interdisciplinare nell'oggi. La lista dei vizi capitali è una griglia che consente di leggere la persona, ma anche le sue relazioni interpersonali, sociali e politiche: essa dice qualcosa di profondo sull’essere umano e sul suo mondo. Parlando di vizi capitali noi parliamo di una possibilità dell’uomo. I vizi ci indicano, per via negativa, per contrasto, la via della nostra riuscita umana, ci indicano le vie grazie alle quali la nostra vita può essere bella e non degradata. Parlando di gola e lussuria, di invidia e avarizia, di collera, di accidia e di superbia verranno passati in rassegna il rapporto con il cibo e con la sessualità, con gli altri e con il denaro e le cose, con il tempo e con lo spazio, con la parola e con Dio. Rapporti vitali e delicati, passibili di distorsione, su cui dunque vigilare per viverli in maniera sempre più umanizzata.

sintesi di Luciano Manicardi

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Per terra e per mare. Il vangelo secondo Luca

609e60967b68f2a253b11288a0d5ad44.jpga cura di Rosanna Virgili, Istituto Teologico Marchigiano

L’opera di Luca, ha esordito la professoressa Virgili alla prima lezione, è racconto della mitezza di Cristo, della determinazione, della misericordia, dei poveri, delle donne, dei viaggi “per terra e per mare”, in un continuo decentramento dal tempio alle periferie. Gli episodi che si sono commentati sono l'annuncio dell'angelo a Maria, la visita a Elisabetta, le tentazioni di Gesù nel deserto, la guarigione della donna curva da diciotto anni e dell'indemoniato che viveva a Gerasa tra i sepolcri, e ancora la parabola del povero Lazzaro... La parola di Gesù, radicata nel Dio delle Scritture, si compie e si fa vita nel grembo di una vergine e di un'anziana; dialoga, in maniera vincente e liberante, con le pulsioni della fame, del potere sugli altri, del potere religioso, smascherandone il pericolo di idolatria; ridona dignità, umanità e prossimità a chi vive ripiegato su se stesso, isolato e intimamente diviso. La parola di Gesù rimette nel giro della vita coloro che, in vari modi e per motivi diversi, erano relegati ai margini della società del tempo, e di ogni tempo.

sintesi di Chiara Pignocchi

Ascolta un passaggio del corso

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A causa di Cristo e del Vangelo. Una lettura del Vangelo secondo Marco

a cura di Ludwig Monti, monaco di Bose

“Chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo – cioè anche ‘per causa mia che sono il Vangelo, la buona e bella notizia per eccellenza’ –, la salverà” (Mc 8,35; cf. anche Mc 10,29), dice Gesù al centro del vangelo secondo Marco. Queste parole paradossali possono persino risuonare folli, assurde, soprattutto agli orecchi dei non cristiani. Come può un uomo pretendere questo? Eppure Gesù lo ha fatto, riassumendo così la peculiarità della vita con lui, ossia della vita cristiana. In proposito non c’è molto da commentare: c’è da sperimentare (e di conseguenza da capire) che il tenere gelosamente la vita per sé equivale a perderla, a gettarla via; il perderla per Cristo, dunque il vivere per amore suo con lui e come lui, cioè a favore dei nostri fratelli e sorelle in umanità, significa trovarla e vederla da lui salvata. La vita cristiana è molto semplice: è una vita umana conforme alla vita di Gesù Cristo, allo stile con cui egli ha vissuto, amato, dato e ricevuto fiducia.

Ludwig Monti

Un Dio che si implica nella nostra storia: una lettura della Genesi

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In un certo senso, si deve dire che la Genesi non è l’inizio della Bibbia. L’inizio si trova negli eventi dell’esodo, quando Israele fece la conoscenza di Colui che divenne il suo Dio, il SIGNORE. La Genesi è un tentativo di raccontare Dio, in ciò che faceva prima di farsi conoscere a Israele. Ricuperando storie ancestrali di patriarchi, storie di clan e di tribù, che si raccontavano sotto le tende, e rileggendo i miti delle civilizzazioni circonstanti, Israele ha mostrato nella narrazione delle generazioni che compongono la Genesi, che il suo Dio, Dio di amore e di liberazione, si è manifestato tale fin dalle origini della storia umana e nelle varie vicende – anche tumultuose – della storia degli uomini. Nel contempo forgiava l’unità dello stesso popolo d’Israele.

Daniel Attinger

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Beati i pacifici

Giancarlo Bruni - Beati i pacifici
Giancarlo Bruni - Beati i pacifici
a cura di Giancarlo Bruni, monaco di Bose

«Dio è violento, sì o no? Le religioni, e il monoteismo ebraico-cristiano-islamico in particolare, sono fonte di pace, sono riserva critica nei confronti della cultura della violenza o sono motivo e giustificazione dei conflitti? L’attualità rende urgente, come sempre d’altronde, il chiedersi in rigorosità e verità di quali immagini di Dio si è portatori. Il che richiede, tra l’altro, un ritorno ai propri testi fondativi a coglierne il messaggio fontale, costitutivo ed essenziale, alla cui luce reinterpretare gesti e parole di violenza in nome del proprio Dio. Un Dio, e il riferimento è all’esperienza biblica, in principio pastore e guerriero, quindi smascheratore dell’origine da cui muove la violenza, il cuore dell’uomo, poi identificato dalle figure del Messia di pace e del Servo del Signore. Una breccia aperta che “Gesù verrà ad occupare” portando, nella versione cristiana, a compimento l’immagine di un Dio che si spezza senza spezzare nessuno, che si dà in pasto senza fagocitare nessuno, che non priva nessuno del suo sguardo di fiducia, di speranza e di amore. Per una storia altra, determinata dal guardare come si è guardati, un Dio non lupo prepotente, non volpe astuta, ma agnello mite e umile.»

Giancarlo Bruni

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