La Luce splende nelle tenebre

Foto di Don Ricardo su Unsplash
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3 gennaio 2026

Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 1,1-5 (Lezionario di Bose)

1In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
2Egli era, in principio, presso Dio:
3tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
4In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
5la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l'hanno vinta.


Il prologo di Giovanni è un grande poema che canta la vita di Dio, canta il Dio della vita. Dio si invita nel nostro mondo come Verbo, Parola e luce. Un mondo, il nostro, avvolto in un silenzio muto e coperto da tenebre. Ecco il mondo del caos primordiale, prima che la Parola di Dio, il Verbo, e la sua luce non fossero intervenuti. Silenzio in attesa, silenzioso fruscio dello Spirito di Dio aleggiante sulle acque. Silenzio dell’attesa: “La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso”.

“Dio disse: sia la luce! E la luce fu” (Gn 1,1-3).

Parole e luce di Dio che tuttora i nostri orecchi e i nostri occhi fanno fatica ad ascoltare e a vedere.

Ascoltiamo la Genesi del nostro mondo e della nostra storia riletta da Paolo: 

«Egli è immagine del Dio invisibile, 
primogenito della creazione, 
in Lui furono create tutte le cose…
Egli è prima di tutte le cose” (Col 1,15-17). 

E oggi quella riletta dalla chiesa di Giovanni:

“In principio era il Verbo
E il Verbo era presso Dio
E il Verbo era Dio
Tutto fu fatto per mezzo di Lui 
e senza di Lui neppure una sola cosa fu fatta 
di quello che è stato fatto.”

Contempliamo e ascoltiamo le pulsazioni del cuore della Trinità, l’armonia delle relazioni tra Dio e il Verbo il cui flusso di amore è soffio dello Spirito santo.

Armonia perfetta che il testo lascia percepire alla nostra sensibilità. Armonia talmente perfetta che è capace di fecondità con il soffio di una Parola, Verbo di Dio.

E il flusso avvolgente, circolare, del poema rivelativo continua:

“In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini.
E la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l'hanno accolta”.

“Venne tra i suoi e i suoi non l’hanno accolto” (v. 11)

Il poema precipita nel dramma: la rottura dell’armonia, la lacerazione che attraversa come una spada il cuore di Giovanni, della creazione, dell’umanità e della Trinità.

Come Giovanni, rivolgiamoci verso il battito del cuore del Figlio per poter penetrare un po’ nell’intimità del mistero del Padre e partecipare al dolore della lacerazione e dell’assurdità del rifiuto insondabile dell’amore di Dio.

Ma la luce di Dio non si sconfigge. Lo splendore della gloria di Cristo continua a splendere nelle tenebre. La rivelazione della luce della Parola, al cuore della Trasfigurazione del Verbo, è profezia della via che il Cristo, pronto ad attraversare le tenebre della morte, traccia per noi nel nostro mondo per annunciare la vittoria definitiva della resurrezione in tutta la sua luce.

sorella Sylvie


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